INTERVENTO DI MARCO GUZZONATO  NEL CONSIGLIO COMUNALE DEL 26 LUGLIO 2007
"LINEE PROGRAMMATICHE DI GOVERNO"

Le linee programmatiche di mandato che l’amministrazione Nardello propone stasera al consiglio comunale contengono delle idee positive e sinceramente condivisibili, forse perché a volte sono un po’ vaghe, ma in ogni caso valide.

Mi riferisco ad esempio a tutta la parte riguardante i giovani e lo sport, alla festa degli alberi, al piano di marketing, alla sicurezza stradale per gli utenti più deboli della strada; tra l’altro si tratta di proposte che anche AD aveva formulato in fase di campagna elettorale o su cui aveva puntato come amministrazione nella scorsa legislatura.

Su questi e altri temi specifici credo ci sarà la possibilità, da parte mia c’è, di essere d’accordo e operare costruttivamente.

Ritengo però che la valutazione oggi debba riguardare il complesso delle linee programmatiche, il respiro generale del programma-obiettivo.

Ci sono perlomeno due punti che mi fanno ritenere che il respiro generale sia un respiro corto.

Il primo riguarda il binomio sviluppo/risorse ambientali:

la lacuna, a mio parere molto grave, riguarda il concetto di sviluppo sostenibile, totalmente assente in queste righe e, spero di sbagliarmi, anche nella grammatica di chi le ha scritte.

Riguardo all’ambiente non ci si può limitare a turare la falle, ad intervenire a valle dei problemi, abituandosi allo stato di emergenza che oggi va tanto di moda.

A mio parere l’amministratore oggi deve applicare sistematicamente il criterio della sostenibilità ambientale nel suo operato ed educare la cittadinanza fare altrettanto. Lo sviluppo sostenibile è un concetto che dobbiamo avere in testa, non possiamo di certo “attirarlo” come leggo nell’unica riga in cui è citato in questo programma.

Un programma ambientale che non parla di risparmio energetico e sviluppo sostenibile è a mio parere decisamente inadeguato.

Il secondo punto riguarda l’ambito culturale e di integrazione, altra parola tabù nel programma di questa amministrazione: lo straniero è citato solo per i gemellaggi o come minaccia. La realtà è più articolata e complessa, e per molti versi prescinde dalla nostra singola volontà di amministratori o cittadini, una risposta monolitica a questa complessità può essere efficace in campagna elettorale, e lo abbiamo visto, ma non affronta i problemi e soprattutto non coglie le ricchezze e le positività, coltivando la paura.

Sicuramente la necessità di sicurezza dei cittadini è importante, ma il capillare populismo politico di certe fazioni ama alimentare la paura per poter propagandare più sicurezza. Ottenuto il risultato, e cioè il consenso del ventre, resta da capire dove ci porterà questo clima di chiusura e di crociata.

È del resto lo stesso clima culturale in cui la televisione è invitata nella sede consiliare per la cerimonia del crocifisso, con buona pace delle minoranze e della laicità delle istituzioni.

Con queste motivazioni annuncio il mio personale voto di contrarietà all’approvazione delle linee programmatiche di mandato.


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